L’importanza di essere soggetto sociale
La crescente voce del cittadino e la forza dei gruppi di pressione, la spinta della globalizzazione mediatica verso i temi della scarsità di risorse
energetiche e della minaccia per la salute dell’uomo sono solo alcuni aspetti che pongono sempre più sotto osservazione non solo i conti, ma anche il
modus operandi dell’universo impresa.
Il “portatore d’interessi”, sia esso consumatore, investitore o decisore pubblico, si muove in un sistema molto complesso di orientamento delle proprie
scelte strategiche. E i costi sociali e ambientali assumono un ruolo di primo piano. L’azienda diventa così “cittadina attiva” nel contesto sociale in
cui opera e ha delle precise responsabilità, verso i propri dipendenti come verso le varie comunità con cui si relaziona.
Ecco perché la Corporate Responsibility, da generico valore culturale, è diventata scelta strategica e base imprescindibile della reputazione percepita.
Una nuova frontiera nel modo di fare impresa, che abbraccia la grande come la piccola media organizzazione, in cui la comunicazione assume un ruolo
fondamentale per diffondere una 'cultura del sociale', capace di soddisfare quella crescente domanda di 'impegno' che i consumatori considerano la
nuova discriminante nelle loro scelte d’acquisto.
Il dire e il fare
Prima di essere un’area di consulenza, la responsabilità sociale in Weber Shandwick è impegno di tutti. I team dell’agenzia hanno dedicato negli ultimi
due anni più di 300 ore lavoro ad attività pro-bono: hanno affiancato Doppia Difesa, la fondazione creata da Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker per la
tutela dei diritti civili e umani delle donne; hanno sostenuto la Fondazione Pangea Onlus nell’organizzazione della prima Notte Rosa per promuovere il
riscatto sociale ed economico delle donne nel mondo; hanno lavorato al fianco della Fondazione De Gasperis, punto di riferimento nella cardiologia in
Italia. L’agenzia ha poi collaborato al programma “La Forza e Il Sorriso”, un laboratorio di make-up che accompagna le donne in terapia antitumorale nel
difficile percorso di accettazione serena della malattia per tornare a “sentirsi donne” e offre supporto ad AISTMAR – l’Associazione Italiana per la
tutela della maternità ad alto rischio – nella promozione delle attività dell’Associazione in favore dei bambini prematuri.